alfonso angelo's profilebenvenuto nel mio mondoPhotosBlogNetwork Tools Help

Blog


    July 18

    La fine è l'inizio

     
     L'unico modo per non farsi consumare dal consumismo e' digiunare,
    digiunare da qualsiasi cosa che non sia assolutamente indispensabile,
    digiunare da comprare il superfluo.
    Basta rinunciare a una cosa oggi, a un'altra domani.
    Basta ridurre i cosiddetti bisogni di cui presto ci si accorge di non avere affatto bisogno.
    Questa e' la vera liberta': non la liberta' di scegliere, ma la liberta' di essere.
    La liberta' di dire a se stessi "Guarda, guarda... quante cose di cui non ho bisogno!"
    Nessuno m'ha mai detto "Volerai!". Nessuno m'ha mai promesso "Non morirai!".
    Eppure senz'ali ho già volato tanto, ed ora,
    senza alcun rimpianto di promesse mancate, di cose incompiute,
    senza pena aggiunta o tolta, mi preparo a volare un'altra volta!
    ... Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente,
    giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia,
    quasi non fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così,
    e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato,
    capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi.
    Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato
    ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente.
    Ma non c'è più.
    Viaggiare è sempre stato per me un modo di vivere…
    «Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un pensiero che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte.»
    Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui,ti passera anche la rabbia.
    Una strada c’è nella vita,la cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita.
    Ti volti indietro e dici oh, guarda c’è un filo.quando vivi non lo vedi,eppure c’è perché tutte le decisioni che prendi,tutte le scelte che fai sono determinate si crede dal libero arbitrio,ma anche questa è una balla.
    Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto è il tuo istinto,e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora.
    Vivo ora qui con la sensazione che l’universo è straordinario,che niente succede per caso e che la vita è una continua scoperta.
    Sono particolarmente fortunato perché ora più che mai ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.
    Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.
    E ricordati,io ci saro,ci sarò su nell’aria e allora ogni tanto se mi vuoi parlare mettiti da una parte,chiudi gli occhi e cercami.ci si parla,ma non nel linguaggio delle parole,nel silenzio.
    La vera conoscenza non viene dai libri,nemmeno da quelli sacri ma dall’esperienza.
    Il miglior modo per capire la realtà è attraverso i sentimenti,l’intuizione,non attraverso l’intelletto,l’intelletto è limitato.
    L’ultimo pezzo del cammino,quella scaletta che conduce sul tetto da cui si vede il mondo o sul quale ci si può distendere e diventare una nuvola,beh qest’ultimo pezzo va fatto a piedi,da soli.
    Quando sei a un bivio trovi una strada che va in su e una che va in giu,piglia quella che va in su,è più facile andare in discesa ma alla fine ti trovi in un buco.
    A salire c’è speranza,è difficile,è un altro modo di vedere le cose,è una sfida,ti tiene all’erta.
    Il coraggio è il superamento della paura
    Finirai per trovarla la via…… se prima hai il coraggio di perderti.
     

     

     

     

     


    March 14

    Soli si nasce

     
    Non assegnare un valore negativo alla solitudine sociale

    Tutti noi abbiamo il naturale bisogno di far parte di un gruppo, di stare con gli altri, di confrontarci con gli altri, di affermarci a livello sociale. Ecco perché viviamo in società. Vivendo fin dalla nascita in società, siamo fortemente condizionati da essa fino al punto che il nostro DNA psicologico perde le tracce di un nostro naturale bisogno: il Bisogno di stare soli, ossia il bisogno di essere con noi stessi, di confrontarci con noi stessi, di renderci profondamente autonomi. Non solo. Nei romanzi, nei film, nelle canzoni, in Tv, ecc. la solitudine è sempre rifiutata dai protagonisti. Ciò ha fatto nascere il luogo comune che sentirsi soli è brutto, è triste, è un male. E così, quando siamo costretti a stare soli, crediamo che sia una cosa innaturale, anormale, patologica… e assegniamo al nostro stare soli un valore negativo... Di conseguenza avvertiamo un sentimento negativo: «Se io non sto insieme ad un altro essere umano, sono solo, mi sento solo. Quindi soffro». Quando siamo soli per molto tempo, ci sentiamo a disagio e soffriamo in silenzio la nostra pena, biasimandoci segretamente per la nostra incapacità di avere amici. Guai poi a parlare in pubblico della nostra solitudine. Non c’è niente di più sciocco. Essere soli, sentirsi soli non vuol dire essere degli appestati. La solitudine non è un marchio d’infamia, è una condizione psico-fisica normalissima. Essa costituisce uno stimolo alla vita poiché ci permette di assaporare l’amaro sapore della separatezza che ci spinge a cercare gli altri. Ben venga quindi la solitudine!
    Si tratta di un sentimento che ci costruiamo pian piano nel nostro animo aumentando l’amore che nutriamo per noi stessi. Quando siamo soli dobbiamo quindi sforzarci di essere pienamente presenti a noi stessi. È questa la condizione essenziale per una feconda vita sociale. Come incontrare gli altri se non riusciamo ad essere prima presenti a noi stessi? Svegliatevi con voi stessi accanto come faccio io: «Buon giorno Alfonso! Ti auguro una magnifica giornata!». Mangiateci insieme: «Buon appetito Alfonso!» Prendete uno specchio e guardatevi dentro immaginando di vedere un altro “voi”. Un “voi” più allegro, più scherzoso. Più ironico. Un “voi” che ride di se stesso: dei suoi errori, dei suoi difetti, delle sue debolezze... e .... Ridete con lui: dei suoi errori, dei suoi difetti, delle sue debolezze e perchè no? Anche della sua solitudine. Certo, questo mio modo di fare può sembrarvi strano, ma non lo è, credetemi.
    È semplicemente intelligenza, saggezza, fantasia… Tutti potrebbero dirmi: «Sono d’accordo con te. Ciò che dici va bene per quelle persone che ogni tanto rimangono sole. Ma io sono una persona che sta spessissimo sola». Incominciate a star bene con voi stessi almeno per il 50% del tempo mettendo in pratica i suggerimenti di cui vi ho parlato sopra. La vostra noia e la vostra malinconia si ridurranno del 50%. In questo modo incomincerete ad amare serenamente la vostra solitudine, come è accaduto a me dopo che ho superato il periodo di solitudine continua.Mi capita spesso ultimamente di scrivere riflessioni che ho sul mio blog. Mi aiutano a stare meglio con me stesso. Io amo la mia solitudine…
    Perché quando sono solo posso starmene con me. Perché quando sono solo posso comunicare con me. Perché quando sono solo posso giocare con me. Perché quando sono solo posso vivere con me. Perché quando sono solo sono con ciò che penso, ciò che sento, ciò che faccio. In questo momento sono in totale solitudine a casa,davanti alla schermo del mio computer mentre là fuori c'è una giornata stupenda. Non mi sento solo........ Perché sono circondato da un atmosfera particolare,una pace interiore, una serenità che mi proietta là dove è la mente a spingermi oltre. Come potrei sentirmi solo?
    Nella odierna società, la solitudine scorazza indisturbata nelle menti e nei cuori di tutti. Avvertono solitudine le persone che vivono da sole per scelta, i cosiddetti single. Avvertono solitudine le persone che vivono da sole perché hanno deciso di separarsi dal partner, o ne sono state abbandonate. Avvertono solitudine le persone che, pur avendo un partner e una famiglia, si sentono incomprese, trascurate e… sole

     
    March 13

    L'originalità

     
    L’originalità è tutto; è libertà di esprimere le proprie emozioni, il proprio modo di pensare e di vedere le cose; è una qualità presente in tutti e in tutto; è un qualcosa che dimostra la particolarità di una persona e molto spesso ne fa emergere gli aspetti più piacevoli di questa stessa, e appunto per questo deve essere coltivata, e non soffocata come molto spesso si tende a fare a causa degli schemi che la società moderna ci impone.Si può riscontrare ovunque a partire dalle cose più semplici della nostra vita. Ma la ritroviamo soprattutto nelle più svariate forme d’arte, dalla musica alla pittura, dalla letteratura allo spettacolo ecc. Ad esempio l’originalità può rendere un testo così avvincente, complicando il suo intreccio, a tal punto da creare suspense, che affascinando il lettore lo invoglia ad arrivare alla fine il prima possibile.
    In passato, si è sempre temuto che quest’epoca , sarebbe stata l’era passiva e fredda, chiusa tra i movimenti di tanti robot. Non siamo ancora arrivati a questo orribile punto, ma lo sviluppo industriale ambisce a mete, molto particolari, che renderebbero la vita, forse più pratica e veloce, ma priva di emozioni scaturite dalla diversità che ci ha sempre caratterizzati. Oggi, l’evoluzione ci ha già resi troppo uniformi, privi di quella originalità, che abbiamo sempre avuto, originalità intesa come diversità. Una diversità che giorno dopo giorno, sta scomparendo. Guardandoci allo specchio vediamo una persona senza volto, senza identità, uguale a tante altre, o vediamo veramente noi stessi nella nostra personalità? La strada che percorreremo sarà sempre limpida o condizionata dall’uniformità universale? Oggi tendiamo a fare scelte solo perché le fanno tutti, non soltanto esteriormente , ma proprio in quei passi importanti della nostra vita tendiamo a vacillare, non avendo il coraggio di essere originali e di costruire il nostro futuro. Stiamo dunque soffocando l’originalità? E di conseguenza stiamo costruendo un mondo piatto? Credo che dobbiamo scuotere questa linea retta per formare delle onde, delle differenze, perché anche se queste non portano la giustizia, forse oggi siamo abbastanza razionali per decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, per accettare la nostra diversità, per costruire un mondo originale. Cos’è quindi l’originalità? Un valore da perseguire!
    L’originalità è anche stranezza e stravaganza. Nelle persone è un valore in via di estinzione, perché ormai ben pochi riescono a non essere influenzati dalla moda e dalle opinioni degli altri. Per questo c’è da chiedersi: perché le persone preferiscono l’uguale e allontanano il diverso? Inoltre sono in pochi che riescono ad esprimere se stessi, perché l’originalità è anche questo, esprimere la propria personalità. Senza essa siamo tutti uguali, e che razza di mondo sarebbe? “Il mondo è bello perché è vario”, un chiaro esempio si può trovare nella biologia, poiché grazie alla diversità le specie possono continuare la loro evoluzione. Infatti madre natura ci insegna che “l’originalità”, intesa come diversità, aiuta a far funzionare meglio il mondo. E’ difficile trovare una via d‘uscita, soprattutto se diamo uno sguardo un po’ più profondo alla società di oggi, una società che tende sempre più ad uniformarci: il nuovo capo d’abbigliamento dell’ultima marca uscita sul mercato,l’ultimo modello di cellulare, il nuovissimo televisore a schermo piatto, sono tutti oggetti che fanno tendenza in questo periodo tra la gente, che non può fare a meno di comprare.
    Sono proprio queste piccole cose che in poco tempo si impadroniscono del mondo e impediscono all’originalità di far parte delle qualità che una persona dovrebbe possedere per distinguersi dalla massa. Ma nessuno riesce a capire che è grazie a questa che il mondo è finora andato avanti; grazie ai pensieri dei vari filosofi, storici, poeti, letterati, che esponendo a tutti il proprio parere su determinati argomenti, hanno dimostrato, anche a coloro che non riescono a cogliere il senso della diversità, che il mondo può essere visto, ma anche cambiato dall’originalità e dalla diversità di ognuno di noi. La verità, la vera origine delle cose, va cercata prima di tutto dentro noi stessi, senza lasciarsi influenzare troppo dalle tradizioni, o da ciò che gli altri pensano che le cose siano; tutti noi dobbiamo seguire una strada, spesso tortuosa, alla ricerca della verità.
    Io vorrei aggiungere che questa strada deve essere percorsa in maniera personale, diversa, non come dicono o fanno gli altri, bensì in modo originale; l’originalità è quindi ricerca della verità, ricerca di noi stessi, ma essenzialmente è vita, e senza di essa non ci sarebbe un futuro. E’ libertà di riuscire ad esprimere se stessi nel migliore dei modi con il rischio di risultare un po’ strani e bizzarri. Oggi, questa “caratteristica” è sempre meno presente in ognuno di noi, poiché tentiamo sempre più ad emulare; ma emulare vuol dire superare il modello, noi invece imitiamo semplicemente. . L’uomo fin dai tempi più antichi ha sempre avuto paura di tutto ciò che è diverso e che quindi, a mio parere, non conosce. Infatti tendiamo a giudicare negativamente tutte quelle persone, che magari si comportano un po’ più fuori dagli schemi di quella che, i più, ritengono essere la normalità. Ma se l’uomo non fosse mai uscito dalla “normalità”, non ci sarebbero stati i grandi geni, artisti e i grandi uomini della letteratura. Addirittura se anche la natura si fosse sempre attenuta alla normalità non ci sarebbe stata nemmeno l’evoluzione delle specie viventi. In altre parole ognuno di noi deve presentarsi con il suo modo di essere, senza preoccuparsi di essere fuori dalla “normalità” e soprattutto cercare di mostrare sempre la propria originalità.
    Le cause sono dovute alla troppa omologazione. Una persona originale viene considerata stravagante, bizzarra e particolare, nel suo modo di vestire, nel suo modo di pensare e nel suo modo di vedere il mondo con i propri occhi. Ma l’apparenza non è tutto nella vita, perché come si suol dire “l’abito non fa il monaco”, quindi non ci si deve mai basare sull’apparenza.
    Il pensiero deve essere una cosa personale che si stacca dalla quotidianità e non deve subire imposizioni né influenze esterne al soggetto che lo propone. Vivendo in un mondo vario con usi, costumi e religioni differenti, dobbiamo mantenere salde queste diversità… perché che mondo sarebbe con individui che non hanno personalità? Saremmo tutti una copia “identica” all’ altro, persino quando ci guardiamo allo specchio. Purtroppo questa autentica caratteristica è sempre più alimentata dai mass-media e dalla televisione , i quali propongono degli ideali che oggi, molto più di prima i giovani e non solo “copiano”. Ai giorni di oggi per esempio la moda ci impone dei modelli che noi indossiamo solo per non essere “diversi”nella società. Secondo il mio modo di pensare è un concetto molto importante ,da non sottovalutare,saper custodire dentro il proprio essere. Tutti vorremmo essere originali,unici,ma nel mondo in cui viviamo,ciò è difficile. In questo mondo caotico, pieno di stress,non c’è più fantasia,ispirazione. Se parliamo di grandi maestri,pittori,musicisti,scultori,poeti ecc. dobbiamo parlare del passato. Alcuni scrittori dicono che nessuno ormai può offrire niente di nuovo dal punto di vista delle tematiche e degli spunti narrativi, e che l'inventiva di ogni autore non può dunque che riguardare unicamente il modo col quale le medesime tematiche,gli stessi spunti narrativi e i medesimi personaggi vengono, di volta in volta, rielaborati. Pensandoci, l’opposto di originale è “copia”, “fotocopia”, è qualcosa di ripetitivo,imitato. Tutto è prevedibile,e,si ripresenta di volta in volta ciò che è stato prima.Tutto ormai è fatto in serie:i vestiti,le macchine,tutto quello che ci circonda. Siamo nell’era del computer e quindi diminuisce la nostra creatività, la fantasia è oscurata. Di tanto in tanto vediamo qualcuno vestire in modo diverso, in modo più originale,e magari viene criticato.Se parliamo dell’originalità delle cose che compriamo ci dobbiamo ricredere giorno dopo giorno. Purtroppo questo riguarda anche l’alimentazione, mi guardo intorno e vedo poco di originale,mi auguro che il prossimo futuro possa cambiare in meglio.Se si fa un giro in centro, un pomeriggio qualsiasi,uno sguardo alle vetrine, uno sguardo alla gente che passa non c’è forse esempio più lampante di omologazione che l’abbigliamento. Gran parte delle persone, infatti, ci risulterà vestita in modo più o meno uguale, tutti magari in comodi jeans e pratiche scarpe da tennis e, perché no, borsa a tracolla della griffe del momento, così come hanno visto al manichino del negozio o all’amica. Così a scuola, nei posti di lavoro, in casa, ovunque! Poi, però, capita che passa in mezzo alla folla qualcuno che non indossa il solito paio di scarpe anonime e stereotipate, qualcuno con una giacca un po’ più stravagante…ed ecco gli occhi di tutti gli osservatori più attenti puntati su quel dettaglio. C’è chi critica, chi finge indifferenza ma non può fare a meno di sbirciare ogni tanto , chi, guardando gli abiti che indossa, uguali a quelli di tutti gli altri passanti, prova ammirazione per quel tale che è finalmente riuscito a rompere gli schemi imposti da una moda spesso stupida, che paralizza l’immaginazione e la fantasia anche in campi all’apparenza banali come quelli del vestiario. Insomma, viene a mancar sempre di più quel valore fantastico che è l’originalità! E così è in tutto! Nei diari delle adolescenti figurano ovunque gli stessi strani personaggi sorridenti, non si sa disegnare altro; nel campo musicale basta ascoltare un paio di canzoni moderne per accorgersi che in fondo sono tutte uguali, temi e ritmi! E basta anche fare un giro in città! Vetrine tutte uguali, case tutte uguali, insomma, il mondo non riesce ad essere originale a sé stesso, ma solo a riprodurre in serie qualsiasi elemento che lo compone.
    Gli osservatori in giro per il centro, quei tali tirati in causa , che guardavano il tizio con le scarpe strane…cosa hanno provato davvero? Non ci sarà almeno un briciolo di invida tra i loro pensieri? Perché l’originalità è un valore che attrae, che ci induce a perseguirlo. Ma spesso viene frainteso. Originalità non è osservare la nuova cintura colorata della compagna e comprarne una uguale, leggere una trama e scrivere una storia uguale ma è fare da sé! Anzi, la poca varietà che ci circonda deve essere per noi stimolo a sviluppare la nostra fantasia, mettere in atto le nostre idee e non nasconderle, perché alcune di loro saranno sicuramente le uniche diverse in un mondo tutto uguale. Oggi più che mai si avverte la necessità di sentirci unici in un mondo omologato,far valere le proprie idee,dissociarsi dai modelli spesso porta ad una non accettazione e quindi esclusione dal contesto sociale in cui si vive.L’originalità di un individuo sta proprio nel saper valorizzare la propria unicità creando le condizioni adatte affinché il singolo resti unico nella globalità. Il processo di globalizzazione ne è un esempio tangibile:tutto a tutti in ugual misura.I giovani dovrebbero prendere coscienza di quanto sta avvenendo e cercare dentro se stessi l’originalità che di fatto posseggono.Questo richiede un’attenta analisi introspettiva, difficile da effettuare in quanto risulta più semplice adeguarsi allo stile di vita più immediato e comodo.Bisognerebbe affrontarsi sinceramente e chiedersi quanto ci potrà servire in futuro questo modo di apparire a discapito dell’essere.
    Mi hanno chiesto di esprimere le mie opinioni su questo concetto, che potrei semplicemente spiegare limitandomi a scrivere il sintetico significato che si trova su un qualunque vocabolario, ma annullerei il concetto stesso del termine poichè avrei dato una risposta uguale a centinaia e centinaia di altri vocabolari. Infatti, quello che per quest'ultimi potrebbe essere la caratteristica di chi è nuovo e non si richiama a nulla di simile o di precedente, o magari in senso a volte negativo stranezza e stravaganza, io, una persona come tutte le altre, sono stato chiamato ad esprimere liberamente il concetto e nel modo che preferivo, cercando appunto di essere diverso dagli altri. Ciò che fa l'originalità di un uomo, è proprio il suo modo di esprimersi, il suo modo di creare, di pensare e di apparire o,semplicemente vedere una cosa che tutti gli altri non vedono. E’parte di ognuno di noi: ogni uomo viene al mondo con qualcosa di nuovo e unico. Sicuramente è un importante valore da perseguire. Senza saremmo ciascuno la copia dell’altro, esattamente ciò che si sta manifestando ai giorni nostri, in una società che ci impone falsi modelli da imitare. Originale è un individuo che riesce ad esprimere se stesso e che si riconosce unico al mondo nel suo genere.. Spesso però siamo portati a seguire le orme di qualcun altro perché ci fa sentire più sicuri, perché sappiamo bene che qualcosa che conosciamo non ci serberà mai delle sorprese.
    Il significato stesso della parola “originalità” vuol dire appunto qualcosa di assolutamente nuovo, infatti per essere originale un’idea deve essere completamente innovativa.Non deve, quindi, copiare un soggetto già esistente, ma l’autore deve esserne anche l’inventore e il motore. Di conseguenza è anche qualcosa di imprevisto ed imprevedibile.Se qualcosa è davvero innovativo suscita anche l’interesse del lettore e rende tutta la storia più interessante.Un metodo, che tra l’altro reputiamo il più importante, è il linguaggio, che deve essere alla portata di tutti coloro ai quali è rivolto il messaggio, ma allo stesso tempo non deve stancare il lettore.
    March 12

    La grande tribù dei prevedibili

     
    Tra le patologie più in vista c'è quella che coinvolge il nostro modo di vivere sotto il segno dell'omologazione. La società moderna solo in parte ama la diversità, preferisce l'esistenza di linguaggi e pensieri sempre più comuni. A nessuno è data la possibilità di scegliersi l'epoca in cui vivere, né la possibilità di vivere senza l'epoca in cui è nato, non c'è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo "omologato". Accade però che, rispetto alle epoche che l'hanno preceduta, la nostra epoca è la prima a chiedere l'omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza. Non dunque un'omologazione come "dato di fatto", ma un'omologazione "di principio", le cui ragioni vanno ricercate in quella condizione per cui, nell'età della tecnica e dell'economia globale, "lavorare" significa "collaborare" all'interno di un apparato, dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e prescritte dall'organigramma per il buon funzionamento dell'apparato stesso.
    Sarà per questo che fin da piccoli ci siamo sentiti dire che il successo si consegue più facilmente se ci si adatta alle esigenze degli altri (rinunciando ovviamente a realizzare se stessi), e così abbiamo fatto quando imitavamo i tratti e gli atteggiamenti di tutte le collettività in cui entravamo a far parte. Dal gruppo dei bambini con cui giocavamo, ai compagni di classe, ai gruppi di lavoro, a nostre spese abbiamo imparato che ciò che paga è l'uniformità più rigorosa, dove la capacità di adattarsi all'organizzazione appariva come l'unica condizione per avere una certa influenza su di essa. Alla minima obiezione c'era sempre chi ci ricordava che questo atteggiamento si chiama «sano realismo», mentre in noi sorgeva il sospetto che con questa espressione non ci si riferiva tanto a una rappresentazione fedele del reale, ma a quella determinata presa di posizione surreale che è l'accettazione indiscussa dell'esistente, il cui valore consiste semplicemente nell'essere cosa come esso è, senza la minima cura della sua qualità morale. Affinché l'adattamento non venga avvertito come una coercizione è necessario che il mondo in cui viviamo, non venga avvertito come uno dei "possibili" mondi, ma come l'"unico" mondo fuori dal quale non si danno migliori possibilità d'esistenza. Allora e solo allora l'ordine e l'obbedienza non saranno più percepiti come fatti coercitivi, allo stesso modo di come i pesci del fondo marino non percepiscono come coercizione la pressione dell'acqua e gli animali di terra la pressione atmosferica. Se il mondo dei beni da produrre e consumare riesce a costituirsi come mondo coeso senza lacune, senza interruzioni, senza alternative, gli obblighi imposti da questo mondo e le obbedienze richieste non saranno più avvertiti come tali, bensì come "condizioni naturali" di essere nel mondo. Ma quando un mondo riesce a farsi passare come l'unico mondo, l'omologazione degli individui raggiunge livelli di perfezionamento tali che i regimi delle epoche che ci hanno preceduto neppure lontanamente avrebbero sospettato di poter realizzare. Senza interruzione, senza lacune, senza sospensione, non ci rendiamo conto da quante catene ci ha reso dipendenti l'età della tecnica e dell'economia globale e, se Marx poteva dire che la maggioranza dell'umanità «non aveva niente da perdere tranne le sue catene», oggi si dovrebbe dire che senza queste catene non avrebbe di che sopravvivere. Questa è la ragione per cui, quando le catene si spezzano (sciopero dei mezzi di trasporto, interruzione dell'energia elettrica, ritardo nei rifornimenti alimentari), da parte di tutti ne viene invocata subito la saldatura. Questa richiesta è l'indice non solo del tasso di dipendenza di ciascun individuo ,ma anche del tasso di collaborazione spontanea, quindi di omologazione e di conformismo, affinché questo mondo permanga il più possibile garantito e assicurato senza interruzioni, rischi o possibilità di cedimento, anche se al suo interno non è preclusa, anzi è sollecitata, la possibilità di continuare a ripetere il vocabolario dell'individuo.
    Il risultato è una sorta di comunicazione tautologica, dove chi ascolta finisce con l'ascoltare le identiche cose che egli stesso potrebbe tranquillamente dire, e chi parla dice le stesse cose che potrebbe ascoltare da chiunque. In un certo senso si può avanzare l'ipotesi che la diffusione dei mezzi di comunicazione che la tecnica ha reso esponenziale tende ad abolire la necessità della comunicazione perché non si dà esigenza di comunicazione là dove è abolita la differenza specifica tra le esperienze del mondo che sono alla base di ogni bisogno comunicativo. Con il loro rincorrersi, infatti, le mille voci che riempiono l'etere aboliscono progressivamente le differenze che ancora sussistono tra gli uomini, e perfezionando la loro omologazione, rendono superfluo, se non impossibile, parlare in prima persona. In questo modo i mezzi di comunicazione cessano di essere dei "mezzi", perché nel loro insieme compongono quel "mondo" fuori dal quale non è dato avere altra e diversa esperienza.
    Questa è la ragione per cui in una società omologata come la nostra, "parlare" non significa come ha sempre significato "comunicare", ma eliminare le differenze che ancora potrebbero sussistere con i nostri simili, in modo che l'anima di ciascuno, già coestensiva al mondo di tutti, diventi coestensiva e al limite sovrapponibile all'anima di chiunque. Questo spiega perché nella nostra epoca sono diventate egemoni quelle "psicologie dell'adattamento" il cui implicito invito è di essere sempre meno se stessi e sempre più congruenti all'apparato. Non diversamente si spiega il declino della psicoanalisi come indagine sul proprio profondo, e il successo del cognitivismo e del comportamentismo. Il primo per aggiustare le proprie idee e a ridurre le proprie dissonanze cognitive in modo da armonizzarle all'ordinamento funzionale del mondo; il secondo per adeguare le proprie condotte, indipendentemente dai propri sentimenti e dalle proprie idee che, se difformi, sono tollerati solo se confinati nel privato e coltivati come tratto "originale" della propria identità, purché non abbiano ricadute pubbliche. Si viene così a creare quella situazione paradossale in cui l'"autenticità", l"'essere se stesso", il "conoscere se stesso", ossia la via della salute dell'anima, diventa nelle società conformiste e omologate qualcosa di patologico, come può esserlo l'esser centrati su di sé ,la scarsa capacità di adattamento e il complesso di inferiorità. Quest'ultima patologia lascia intendere che è inferiore chi non è adattato, e quindi che " essere se stesso " e non rinunciare alla specificità della propria identità è una patologia. E in tutto ciò c'è anche del vero, nel senso che sia il cognitivismo sia il comportamentismo, in quanto "psicologia del conformismo" assumono come ideale di salute proprio quell'esser conformi che, da un punto di vista esistenziale, è invece il tratto tipico della malattia. Dal canto loro i singoli individui, interiorizzando i modelli indicati dal cognitivismo e dal comportamentismo, respingono qualsiasi processo individuativo che risulti non funzionale alla società omologata, dove la differenza, la specificità e la peculiarità individuale, oltre a non essere remunerative, destano persino qualche sospetto.
    March 11

    Cosa dire della vita

     

    La vita....E’ una sensazione strana, ma allo stesso tempo meravigliosa... cambia al secondo del momento a causa di quello che molti chiamano destino...la strada che ognuno percorre, fatta di decisioni, sentimenti, emozioni...tutte cose che sanno nascere e morire in un secondo, ma se sai tenerle strette possono durare anche in eterno...perchè anche se niente è eterno così ti sembrarà il momento, l'attimo, l'istante in cui lo vivi...la vita è tutto e non c'è niente di più importante...per questo ogni momento è prezioso e non va sprecato in tristezza, lacrime, angoscia... o almeno si deve cercare di non sprecare così attimi preziosi che potrebbero portare gioia...tutto ha un lato positivo, o quasi...sta a te cercarlo più che puoi e trovarlo...dalla vita si imparano molte cose...così come dice una canzone che ho trovato e che mi ha colpito molto.. Ho imparato dalla vita che non importa quanto sia buona una persona, forse ti ferirà e la dovrai perdonare. Ho imparato dalla vita che ci vogliono anni per far nascere la fiducia e solo un attimo per farla morire. Non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici possono cambiare,che la circostanza e il momento
    hanno influenza su di noi ma siamo noi i responsabili del nostro fare. Se non saprai controllare i tuoi atti essi sapranno come controllarti. Gli eroi sono persone che hanno fatto il necessario e ne hanno affrontato i problemi conseguenti. Ho anche imparato che la pazienza richiede molto allenamento, per questo ho imparato ad allenare. Ci sono persone che ti amano ma che forse non sanno come dimostrare il loro amore.La persona dalla quale ti aspetti il colpo mortale è quella che ti saprà aiutare. Se qualcuno non ti ama come vuoi tu non significa che non ti ami con tutto il suo cuore. Non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze perché sarebbe una tragedia non farlo sognare. Non sempre basta che qualcuno ti perdoni perché sarai sempre tu a doverti perdonare. Non importa in quanti pezzi si è spezzato il tuo cuore,ho imparato dalla vita che il mondo non si ferma per lasciartelo aggiustare..
    Queste parole oggi come oggi mi sembrano più vere che mai...alcune frasi, alcune situazioni le ho vissute e le sto vivendo in prima persona...cosi come credo che rispecchi un po tutti noi..L'amore, L'amicizia, la fiducia, i sogni... tutte cose essenziali nella vita di ognuno....chi non ne ha mai provato almeno una in tutta la sua vita?L'amore..quello che ti fa sognare, ma a volte ti fa anche soffrire... L'amicizia, che ti fa rimanere con i piedi per terra..beh più o meno... la fiducia la prima cosa in ogni rapporto tra persone...i Sogni sono quelli che ti fanno crescere..ti fanno anche imparare ad essere te stesso... penso che della vita non ci sia una definizione precisa...penso che sia solo una cosa da scoprire mano mano, giorno per giorno....e che sia la cosa più bella che ci sia....e che sia meglio non sprecarla.

    Una vita omologata però che mi fa venir voglia di far qualcosa per cambiare questo mondo perchè cambiarlo non è facile…

     

    March 10

    Cosa ci riserva il futuro

     

    Forse ho finalmente deciso cosa voglio fare della mia vita, cosa voglio diventare. Avete presente quando ad un certo punto vedete fare una cosa e qualcosa scatta in voi e pensate: ecco, è questo che voglio fare per il resto della mia vita, non me ne stancherei mai! Beh a me è successo proprio così. ..... Me lo dicono tutti che non sarà una strada facile e lo so anch'io, ma alla fine, esiste una strada facile per inseguire i propri sogni indipendentemente da quali essi siano? Io non penso...in questi giorni mi sento un po' più vicino al mio sogno eppure anche così lontano...ci sono ancora degli anni davanti e mille cose ancora da fare e ogni tanto mi fermo e mi chiedo se ce la farò mai...se arriverò vivo fino in fondo. Ovviamente si, come tutti noi che ogni giorno andiamo avanti inseguendo i nostri obiettivi, che cerchiamo di diventare grandi...ma ve lo ricordate quando eravamo piccoli e si sognava di fare gli astronauti o le ballerine o qualsiasi altra cosa?E’ così strano quando finalmente trovi la tua strada e ti volti verso qualcosa di nuovo a cui probabilmente non avevi mai pensato. Io spero tanto che un giorno ce la farò visto che non si può mai sapere e lo auguro anche a tutti i miei compagni di avventure. Tutti siamo immersi in mille dubbi affaccendati mettendo un mattone dopo l'altro, ma un giorno la cortina di nebbia si solleverà e vedremo la nostra strada lì ad aspettare solo di essere percorsa, quante volte si cambierà idea, ma mai disperare...è difficile immaginarci tutti immersi nel futuro,non ho idea di cosa finiremo a fare ma ne prevedo delle belle visto tutte quelle che si son fatte finora. Ce la possiamo fare, non sarà un piccolo incidente di persorso a farmi cambiare idea. Deciso verso la meta!!!E lo stesso vale per voi...questo giusto per sdebitarmi di tutte le volte che avete incoraggiato me...

    March 09

    Tutto inizia da una determinata situazione

     

    C'è sempre un luogo

    e una scenografia che accompagna un incontro.

    Dovunque questo avvenga

    in uno spazio chiuso

    o in uno spazio aperto

    c'è sempre in un incontro un luogo

    ed un punto di partenza

    dove capisci che da quel punto

    e da quel luogo è cominciata una storia.

    Qualunque storia sia...

    di un amore o di un amicizia

    che poi...

    ...è la stessa cosa...

     

     

    March 08

    A tutte quelle donne che non smettono mai di lottare

     

    A tutte quelle che , corrono veloci, per non fermarsi a pensare che, improvvisamente, tutto può finire o cambiare per sempre. A tutte quelle che, con coraggio, dopo aver toccato il fondo, riescono a risalire più forti di prima. A tutte quelle che, esorcizzano la paura con la forza, la determinazione a farcela. A tutte quelle che, piangono in silenzio, e da sole, perchè detestano farsi vedere fragili. A tutte quelle che, rinunciano ad un abbraccio, per paura di non riuscire più, ad abbracciarsi. Per quelle che, sanno che possono farcela da sole, e che non si fanno mettere in gabbia da nessuno. A tutte quelle che, non elemosinano amore, che bastano a se stesse, per poter dare agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio. Il mio augurio è rivolto soprattutto a quelle donne che sono imprigionate dentro ad una cultura che non le valorizza e non le lascia libere di manifestare il proprio essere DONNA. La festa delle donne,anche se in tanti hanno colto l’occasione per commercializzarla è sempre viva ed è giusto coglierla nel suo significato affettivo come mezzo per esprimere sentimenti che nella quotidianità,finiscono per essere repressi e dimenticati.

    La prima cosa a cui ho pensato questa mattina sei stata tu,

    tu che hai preso un decisione lasciando dentro di me un vuoto incolmabile

    e così mi sono abbandonato ai ricordi e mi sono fatto forza

    pensando che anche se siamo lontani io nn ti dimenticherò mai

    perchè ti porterò sempre nel mio cuore…

    Grazie di tutto e ricorda: COME TE NESSUNO MAI...

     

    March 07

    Una grande verità

     
    Quando vedi svanire uno dei sogni a cui avevi creduto di più, arriva lei,tempismo perfetto.
    Quando ti rendi conto che la tua vita è in un altro posto, quando ti senti stretto in una città troppo piccola,quando si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare,invece sei qui.
    E nonostante tutto non ti lasci andare, non smetti di credere nei tuoi sogni, anche se alcuni passano,niente paura, si vede la luna persino da qui. E ti ritrovi così,solo,ancora una volta ho saputo dire quello che sento dentro, una grande verità. E quindi ci credo, non voglio aver paura,voglio camminare a testa alta, e pensare che ci pensa la vita, qualcuno mi ha detto così.
     
    NIENTE PAURA
     
    A parte che i sogni passano, se uno li fa passare,alcuni li hai sempre difesi, altri li hai dovuti veder finire.
     
    VIVI E AMA QUELLO CHE SEI,
    COMUNQUE TU SIA, OVUNQUE TU SIA,
    GUARDA IN ALTO VERSO IL SOLE,
    CHIUDI GLI OCCHI E NON STANCARTI MAI DI SOGNARE.
    LA VITA E’ TROPPO BELLA PER NON ESSERE FELICI.
     
    Io e te ne abbiam vista qualcuna, vissuta qualcuna ed abbiamo capito per bene il termine insieme mentre il sole alle spalle pian piano va giù e quel sole vorresti non essere tu...
    Per quanto tiri sai che la coperta è corta e nessuno dice mai che sia facile,e forse qualche dio non ha finito con te...
    L'amore conta.
    "A volte mi interrogo sulla mia vita,io conduco una vita modesta, cioè con dei valori ma modesta,e qualche volta mi chiedo se vivo così perchè mi piace o perchè non ho avuto abbastanza coraggio... Molto di quello che vedo mi ricorda qualcosa che ho letto in un libro,ma non dovrebbe essere il contrario? Non voglio una risposta in realtà, voglio solo mandare questa domanda cosmica nell'etere.
    Non esiste miglior cosa di una persona che ti faccia dimenticare per vivere.
    Ora tu che sai cogli ogni trasparenza,leggi oltre le mie parole e fanne tesoro a modo tuo"
    March 06

    Non giudicate mai se non conoscete.....

     
    Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio niente della vita degli altri.
    Credo che per credere, in certi momenti, ti serva molta energia.
    Quando due persone si cercano davvero trovano sempre il modo di incontrarsi.
     
    March 05

    Amore si.....Amore no.....

    La cosa che mi fa meraviglia,nonostante alla mia età siano ben poche le cose in grado di suscitarla...è l'imprevedibilità con cui l'Amore si manifesta in ognuno di noi. C'è amore ed amore è vero, ormai questo lo sappiamo molto bene. Ma di certo quel sentimento che unisce due anime per cui diciamo "ti amo"... dalla mia anima alla tua anima...trova sempre strade impreviste per manifestarsi.

    L'amore non dovrebbe conoscere paletti ma dovrebbe essere libero di abbandonarsi alle sue più tenere esternazioni... se la cosa è possibile. Altrimenti sarà solo un sogno che noi dovremo zavorrare per evitare che possa far male... farci male...

    Dire che il primo amore non si scorda mai

    E' una frase fatta. Banale e per niente vera.

    Non c'è il primo amore...c'è l'Amore.

    Solo... unico.

    Come uniche sono le persone che amiamo.

    E di loro nessuno dimentichiamo.

    Se ciò avviene è perché non li abbiamo mai amati e se li abbiamo amati allora non è vero che non si scorda il primo...ma non ci si dimentica neppure del secondo...del terzo...e di tutti quelli che hanno incrociato i nostri passi e che, anche se in modi differenti, pur sempre abbiamo amato.

    March 04

    Non può piovere per sempre

                                          

    ...tutti guardano a questa frase in positivo pensando che le cose tristi o brutte non possono durare poi così a lungo, che prima o poi ritorna sempre il sereno...che tutto passa e spunta il sole...ma nessuno la guarda mai con gli occhi di coloro che amano la pioggia...a loro dice che le cose belle non durano per sempre, che prima o poi si esauriranno...che cosa triste, alla fine che una cosa sia bella o brutta (dipende dai punti di vista ) è comunque destinata a finire, a passare...l'unica cosa che sai è che prima o poi smetterà di piovere...

    March 03

    Sii te stesso

     

    Esistono poche persone capaci di farti battere il cuore fino a farlo scoppiare,perciò quando trovi la persona giusta non fartela scappare.Goditi quel momento e soprattutto dille quello che provi perchè altrimenti sarà come vivere in una prigione personale

    March 02

    Ci sono momenti.....

     

    Ci sono momenti… nella nostra vita…

    in cui ci sentiamo soli...

    Abbandonati

    Esclusi da tutto il mondo…

    Ci disperiamo…

    Siamo tristi…

    Soli…

    Soli con noi stessi…

    Arrabbiati...

    Soffriamo…

    Ci fermiamo…

    E pensiamo…

    Ma non riusciamo a far altro che vedere nero, soffrire, piangere e star male…

    Riflettiamo sui nostri errori, sugli sbagli

    Ma... propio quando tutto sembra essere finito...

    Ad un certo punto

    Ci troviamo di fronte ad un bivio...

    Dobbiamo essere in grado di prendere la via giusta…

    Quella del bene…

    Quella che fa andare avanti e dimenticare…

    Quella che fa tornare il sorriso, la gioia e la felicità…

    La voglia di andare avanti..

    Quella che ci fa sentire di nuovo qualcuno...

    Quella che veramente siamo noi...

    Dobbiamo essere in grado di trovare la giusta chiave del nostro cuore...

    E dobbiamo trovare il coraggio per aprire quella porta…

    Quella porta che ci permetterà di trovare qualcosa, qualcuno...

    Di riaprire il cofanetto dei nostri sogni

    Chiudere gli occhi...

    E... sognare…. sognare…

    Finchè ad un tratto...

    Si riscopre il cielo

    La luce…

    La vita…

    La felicità

    e la voglia di vivere...

    Tutto ricomincia ed ha un senso

    e nessuno mai più potrà renderci infelici….

    March 01

    Dal cuore alla testa

    Forse uno dei miei problemi è che non chiedo niente a nessuno, ma ho bisogno di tutti. Ho cercato sempre di non deludere gli altri, di non essere un peso o una preoccupazione.Boh, invece di essere sempre quelli che siamo potremmo provare a fare una cosa diversa, a comportarci in maniera insolita. Inventarci qualcosa.Qual è la cosa che vi emoziona o che vi fa sognare o che vi fa piacere pensare in questo momento della vita?

    Il problema non è quanto aspettiamo, ma chi aspettiamo.

    Come quando mandi un sms a una persona che ti piace e non risponde subito. Dopo averlo inviato, vai a rileggerlo ogni tre secondi e guardi anche l'ora dell'invio. Conti i minuti, i secondi. Poi guardi gli ultimi che ti ha mandato lei. Perchè tutti, anche quelli dei giorni prima, li hai in memoria. E sono lì, in fila, uno vicino all'altro, perchè tutti gli altri, quelli che non sono i suoi, li hai cancellati.
    E' brutto quando l'ultimo messaggio inviato è il tuo e devi solo aspettare. Quando hai paura di essere invadente. Quando, come in una partita a scacchi, pensi di aver sbagliato mossa e in un secondo ti senti uno sfigato. Immagini lei che ti dice "Mi stai assillando". E quando sei in quella situazione non c'è niente da fare, ti senti in un angolo. L'unica soluzione è non scrivere più. Poi magari lei risponde e ti accorgi che ti eri fatto tutto un viaggio negativo che invece non esisteva.
    Crediamo sempre di dover spiegare agli altri le cose, pensiamo di doverli difendere, proteggere, avvertire. Sembra una gentilezza da parte nostra, ma in realtà è il comportamento di persone che soffrono dei complessi di superiorità.Abbiamo a che fare con persone adulte: ognuno decide per sé. E se uno poi ci sta male vuol dire che doveva imparare e l'esperienza gli sarà utile. Questo non significa fregarcene degli altri, ma nemmeno continuare a preoccuparci eccessivamente. Per le nostre paure, tra l'altro. Perchè siamo noi che abbiamo paura.

    Quando uno fa qualcosa che all'altro non piace bisogna dirlo subito.

    Niente strategie.

    Liberi.

    Vietato dire "per sempre". Il per sempre è un'illusione. Troppo comodo, noi siamo per l'adesso.

    Vietato trattenere un sentimento, o censurarsi: comunque vada, tra nove giorni ci lasciamo.

    Vietato dire come si è, dobbiamo scoprirlo vivendo.

    Ci si presenta all'inizio del gioco vergini, come se fosse la prima volta che si sta con qualcuno. Visto che ogni persona con cui stiamo è come uno specchio che ci restituisce un'immagine ogni volta diversa di noi, che spesso persino noi ignoriamo, viviamo questo incontro senza portarci tutto il bagaglio di ciò che siamo stati. Viviamoci come se fossimo un picnic. Non è che quando si fa un picnic ci si porta dietro il divano, la cucina, il letto e tutto l'arredamento di casa. Diventiamo leggeri, spogliamoci di ciò che siamo stati. A volte si ha un'idea vaga di noi. Spesso non conosci te stesso, ma dipingi te stesso per come ti vedi e ti percepisci. Noi lo capiremo vivendoci.

    La prima cosa che dovete fare, è prendervi cura del vostro cervello.
    La seconda è tirarvi fuori dall'intero sistema [di indottrinamento].
    Il vostro compito è quindi imparare a difendervi.

    «Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
    che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
    che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.»

     

     

        

                                                                                                                           

    February 29

    "A TE" DI JOVANOTTI

           

    "E' bella davvero..Regala l'illusione che chi ama non debba necessariamente soffrire per questo. Fortunato è chi può dedicarla a qualcuno che la merita, perchè significa che ha accanto una persona speciale"
    penso che sia la canzone d'amore più bella perchè semplice e senza troppi paroloni..
    è davvero emozionante
    penso siano le cose che chiunque vorrebbe sentirsi dire almeno una volta nella vita...
    la metto qui così che la si possa ascoltare, perchè è troppo bella per tenersela per se

    Dedicatela a chi amate veramente..

    February 28

    Come dare un senso alla nostra vita

    Le illusioni possono influenzare i nostri pensieri,emozioni e comportamenti senza che ce ne accorgiamo,oscurando così la nostra mente.Tutti noi abbiamo una coscienza divisa in due,percepiamo e viviamo le cose in modo molto diverso,a seconda della dimensione della nostra coscienza cui accediamo.In un dato momento possiamo sentirci sicuri,competenti e padroni della situazione,e in un attimo dopo possiamo sentirci depressi,arrabbiati,insicuri,in colpa eccetera.
    Forse riconoscerete questo mutamento,spesso improvviso,nella vostra visione di voi stessi e della vostra vita.Di norma,non è necessario un avvenimento straordinario per provocare questa oscillazione,perciò non riusciamo a capirne i motivi.Sul piano inconscio,tuttavia,accade qualcosa.Ci troviamo di fronte ad un elemento,di solito una persona o una situazione,che,senza che ce ne rendiamo conto,ci ricorda un evento passato.Possiamo pensare e agire come se niente fosse ma tuttavia spesso il nostro comportamento è influenzato senza che ce ne rendiamo conto e sfugge al nostro controllo.
    E’ fondamentale capire che le cose immateriali come l’amore,il rispetto,il contatto fisico(coccole e abbracci),il calore emotivo e il senso di sicurezza sono indispensabili per la sopravvivenza.
    La nostra società ha la chiara tendenza a pensare che sebbene siano importanti,la loro mancanza non costituisca una minaccia per la vita.
    Nessuno potrà mai fare nulla nel presente per cambiare una determinata situazione.Non possiamo tornare indietro e modificare il nostro passato ma possiamo guarire noi stessi dalle conseguenze che ha lasciato sulla nostra vita attuale.
     
    Se volete sopravvivere
    Non potete essere vulnerabili
    Non potete avere alcuna emozione
    Non potete avere alcun desiderio,
    Sessuale o d’altro genere,
    Dovete essere sempre padroni della situazione,
    Dovete essere pronti a tutto.
     
    Quando alimentiamo una falsa speranza,ci sentiamo pervadere da un’enorme ondata di energia e crediamo di poter spostare le montagne o fare l’impossibile.Il falso potere ha effetti altrettanto inebrianti grazie al suo illusorio senso di controllo sulle persone e sulle situazioni.La negazione dei bisogni,infine,rende la vita facile perché la nostra insensibilità ci dà l’impressione di non avere alcun problema reale.Ma è inevitabile che la speranza si infranga,che il potere si sgretoli e che l’insensibilità venga sostituita da una paura improvvisa e travolgente.Dietro questi meccanismi se ne nasconde tuttavia un altro,cui ricorriamo quando la speranza si dissolve o il potere svanisce.Questo meccanismo,denominato difesa primaria,non ci fa sentire bene,nemmeno temporaneamente.
    La difesa primaria può consistere di pensieri come: non ci riuscirò mai,non sarò mai abbastanza bravo,è tutta colpa mia,mi vergogno eccetera.Tutti sfociano in un’autovalutazione molto negativa.Per alcuni,queste convinzioni orbitano intorno a un senso di colpa e di inferiorità che,a lungo andare,conduce a un rifiuto.
    Quasi tutti gli esseri umani commettono errori o feriscono gli altri,e dunque sono colpevoli di qualcosa.In ogni caso è sempre opportuno ammettere apertamente il proprio sbaglio,assumersene la responsabilità,chiedere scusa,provare empatia per la persona di cui abbiamo ferito i sentimenti e,se possibile,rimediare.Quando proviamo sofferenza,accade pertanto che,anziché guarire,rafforziamo questo particolare meccanismo.
     
    “Non ce la farò mai”
     
    Sentimenti di questo tipo,emergono come difesa contro una realtà molto più dolorosa.Si tratta del fatto che nessuno ci ha mai sostenuto quando ne avevamo bisogno.
    L’individuo che si identifica con il falso potere pensa: “Sono una persona forte,so cavarmela da solo,non soffrirò mai”.
    Il soggetto che invece si identifica con la falsa speranza pensa: “Sono cosi e basta,mi piace aiutare gli altri,essere accomodante eccetera”.Cerca di accontentare gli altri anteponendo i loro desideri ai suoi,ma per quanto si sforzi,non si sente mai apprezzato per quello che fa.Nel tentativo di conquistarne l’amore,quando loro non sembrano essergli riconoscente,si sminuisce,anziché affrontare la realtà.
    Dietro una corazza di ferro si nascondono spesso sentimenti di completa solitudine,convinto che dimostrazioni di debolezza non si addicano ad uno come lui,nascondendo persino a se stesso i suoi dubbi e le sue paure.
    Quando la speranza di ottenere un po’ di apprezzamento si infranga per l’ennesima volta,la persona coinvolta si rifugia nei pensieri negativi su se stessa,e lo fa in modo da segnalare agli altri di non avere una grande opinione di sé.
    Credendo in un illusione tutti noi vogliamo evitare di provare sofferenza.
    FALSA SPERANZA= Otterrei ciò di cui ho bisogno se solo…..
    NEGAZIONE DEI BISOGNI= Non mi importa,non ho bisogno di niente,sto bene,non è successo nulla.
    FALSO POTERE= E’ colpa tua,ti sbagli eccetera.
    DIFESA PRIMARIA= Ho qualcosa che non va,è colpa mia,non ci riuscirò mai,sono negata eccetera.
    Utilizzare le nostre difese significa pertanto credere in un’illusione.Ma credendo all’illusione non facciamo altro che spingere la verità dietro un muro di negazione sempre più robusto,ostacolando così la guarigione
    PAURA= Posso sempre fuggire del pericolo e magari ottenere ciò di cui ho bisogno.
     
    Ci rifiutiamo quindi di abbandonarci completamente al dolore,e dunque lo proviamo in modo da non poterne guarire.
    Di solito,perdiamo la nostra autostima perché in questo momento la nostra vita è un disastro.Siamo così abituati a credere a quanto vediamo e proviamo da dimenticare che spesso i nostri sentimenti e le nostre percezioni non si riferiscono al presente.Quasi tutte le emozioni forti vengono dal passato e vengono rievocate,non provocate,da ciò che accade nel presente.
    E’ un grande sollievo rendersi conto che la verità non può più farci del male,che ci appartiene e che siamo disposti a farla entrare nella nostra vita.
    I sentimenti dolorosi possono essere devastanti,ma solo quando dipendono da una situazione attuale che non possiamo cambiare e da cui non possiamo uscire.Tutte le cose,buone o cattive,hanno un inizio e una fine.
    Per quanto la sofferenza possa sembrare possibile,non può farci alcun male se noi ricordiamo che risale a molto tempo prima e appartiene al nostro passato.Ciò che viviamo è una regressione temporanea.La regressione,è uno strumento molto efficace per ottenere la cosiddetta riduzione dei sintomi e per avviare al tempo stesso il processo di guarigione.E’ il metodo migliore per aiutare gli individui che si trovano in situazioni acute di disintegrazione dell’ego a recuperare la giusta visione delle circostanze.Quando riteniamo di non riuscire più a resistere,di solito significa che abbiamo raggiunto il culmine del nostro sentimento.Dobbiamo tuttavia tenere duro finchè l’emozione svanisce da sola.Quando riteniamo di averne abbastanza,da li la strada è tutta in discesa,finchè arriviamo dall’altra parte dell’onda,che ci sospinge con delicatezza verso la spiaggia.La sensazione che si avverte è di solito quella del sollievo e della liberazione.
     
     
     
     
    Come accennato prima,non possiamo guarire a forza di piangere sul nostro dolore.Abbiamo vissuto troppi episodi dolorosi.Un esempio di falsa speranza che equivalerebbe a pensare di poter cambiare il passato: un’impresa irrealizzabile,cui dedichiamo inutilmente fin troppo tempo.Si può persino arrivare a minacciare di interrompere una relazione,sentendo di non riuscire più a sopportarla.Non riusciamo a tollerarlo.In qualche modo dimentichiamo temporaneamente quanto abbiamo imparato mediante il lavoro sull’emozioni,e veniamo travolti dai nostri vecchi sentimenti pensando e vivendo come se si riferissero a un ‘attuale situazione simbolica.In questo caso continuare a piangere e a provare quel dolore specifico è inutile.
    Vivere il presente per quello che è davvero.Ciò non significa che soffriamo di continuo.Significa che sappiamo portare dentro di noi alcuni ricordi dolorosi.Abbiamo provato il dolore(emozione)ricordato la verità che avevamo negato per tanto tempo(cognizione)continuiamo a invertire le nostre difese(comportamento)e ora riusciamo a vivere sempre più spesso nel presente.Le vecchie ferite si sono tramutate in cicatrici.
     
    Talvolta dimentico che il bene
    Esiste già ovunque si rivela.
    Lo vedo in me stesso quando ho
    Il giusto atteggiamento interiore.
     
    La nostra vita è più difficile di quanto dovrebbe essere,e questo già da troppo tempo.E’ meraviglioso osservare i cambiamenti positivi che si verificano.Migliorano le nostre relazioni,ci stimolano,rendendoci più affettuosi nei rapporti,più energici,più sicuri di noi stessi.Quando un’emozione però è così dolorosa che occorre rimuoverla,non possiamo trattarla come un qualsiasi altro avvenimento della nostra vita.Se la trasportiamo dal presente a un episodio passato e concluso(un ricordo),continuerà a influenzare il nostro modo d’essere attuale.
     
    Ebbene,poiché siamo consci di quel sentimento,deduciamo che quest’ultimo appartiene al presente.E’ un errore.Proviamo quell’emozione perché la nostra coscienza,che non ha ancora avuto tempo di elaborarla,la attribuisce alla realtà odierna.
    Anche se,in generale,mancate di emotività,siete consapevoli che alcuni aspetti della vostra vita sono problematici.Se non fosse così non avrei scritto tutto questo….Dovete dunque ammettere che,con molta probabilità,utilizzate un meccanismo di difesa dietro il quale si nasconde la vostra sofferenza.Che cosa provate in questo momento?Se constatate di non provare niente,concedetevi un attimo per riflettere.Senza dubbio provate qualcosa,anche se la sensazione è molto indefinita.Non complicatevi la vita interrogandovi sulla causa di un sentimento o su quello che esso nasconde.Dopo un certo periodo,con molta probabilità,i vostri sentimenti diventeranno più definiti e più profondi di una semplice emozione positiva o negativa.Potreste sentirvi felici o infelici,tesi o calmi,spaventati o al sicuro,disincantati,entusiasti,arrabbiati,sereni eccetera.Vi accorgete ben presto di essere più consapevoli dei vostri sentimenti.In generale le persone che non sanno bene cosa vogliono e cosa provano sono state costrette molto presto a spezzare il legame tra il loro cuore e la loro mente,perché prendere coscienza delle loro emozioni e dei loro desideri avrebbe fatto loro più male che bene.Queste esigenze e queste emozioni sembrano così minacciose da attivare in loro un meccanismo di sopravvivenza.Tra i tanti esempi comuni ho scelto quello della sigaretta.Rinunciarci è una questione di riadattamento,non un’esperienza straziante.Oltre ad essere una dipendenza fisica,il tabagismo è una dipendenza psicologica ed emotiva.Non è raro infatti che le persone ricomincino a fumare quando attraversano un momento difficile,anche dopo aver trascorso molto e molto tempo senza toccare le sigarette.
     
     
     
     
    La depressione è un sentimento che ci protegge impedendoci di provare le emozioni che dovremmo provare.Se sprofondate nella depressione,vi lasciate sopraffare dallo stordimento,dallo sconforto,dall’apatia,dall’indifferenza e via dicendo,è perché rimuovete le vere emozioni che dovreste provare.Invece se la vostra depressione si esprime attraverso la tristezza,le lacrime e il senso di perdita,i vostri sentimenti sono adeguati.Dovrete solo scoprire a questo punto cosa vi sta succedendo.Dobbiamo ascoltare la nostra paura,ma evitare il pericolo.Una paura molto profonda può distrarci dal nostro obiettivo,e impedirci di scoprire quella verità.Cerchiamo spesso di tenere il più lontano possibile tutti i pensieri e le emozioni che appartengono al meccanismo di difesa primaria,ma questi sentimenti si manifestano nonostante i nostri sforzi.Gli individui soggetti a veri stati depressivi solo le vittime principali della difesa primaria.Se avete la sensazione di avere sempre voglia di fare l’amore,forse vi servite del sesso per evitare di provare la ferita lasciata dalle esigenze insoddisfatte,per esempio l’esigenza di affetto,attenzione,approvazione eccetera.Gli esseri umani non sono creature solitarie.Abbiamo sempre vissuto in gruppo e dipendiamo gli uni dagli altri per la nostra sopravvivenza.Nel moderno mondo digitale,diventiamo sempre più autonomi,ma non lo siamo ancora al punto di poter eliminare la nostra esigenza fondamentale di intimità e compagnia.La maggior parte degli individui cerca un ambiente sano dal punto di vista fisico.E’ questo il motivo per cui il nostro mondo conta tanti rifugiati.
    A prescindere da ciò che facciamo nella vita,cerchiamo per lo più di fare qualcosa di utile,qualcosa di importante.Sono rare le persone che trovano la felicità dedicandosi a un’occupazione che ai loro occhi non ha alcun valore.Una forte pulsione sembra spingerci a fare qualcosa,a crescere e a impegnarci in ciò che facciamo.Se vi accontentate di passare le giornate a fissare il soffitto,o se la vostra esistenza è un’instancabile ricerca del piacere,domandatevi che cosa stia succedendo dentro di voi e da quale dolore cerchiate di proteggervi.
    Non ho menzionato il bisogno d’amore.Amore è una parola che può avere numerosi significati.Per chiarezza non l’ho inclusa nella lista dei bisogni per poter essere il più preciso possibile in questo contesto.A mio parere,l’amore è l’unica cosa che cerchiamo per tutta la vita e,in fondo,l’unica cosa che conti.Tutte le nostre altre ricerche e aspirazioni servono solo a questo scopo,l’amore,anche se non sempre ce ne accorgiamo.E’ indispensabile distinguere tra amare qualcuno e amare quanto otteniamo da quella persona.Confondiamo spesso questi due concetti,che denominiamo entrambi amore.Esaminiamo con più attenzione il significato che nascondono.Fatichiamo a capire come sia possibile che qualcuno ci abbiano ripetuto più volte di averci amato quando eravamo insieme,mentre la nostra verità interiore ci dice qualcos’altro.Queste due persone hanno in mente idee diverse,ma utilizzano la stessa parola amore.Quando utilizziamo la parola amore,è cruciale tenere a mente che questo sentimento non ha nulla a che vedere con la soddisfazione dei nostri bisogni.Amare qualcuno,consiste nel soddisfare le sue esigenze.Quando amiamo davvero qualcuno,abbiamo il desiderio e la volontà di capire le sue aspirazioni e i suoi bisogni e di aiutarlo ad appagarli.Si tratta di un amore incondizionato:amiamo l’altro,cioè ci concentriamo sulle sue esigenze e non sulle nostre,senza pensare a cosa riceveremo in cambio.Quando amiamo incondizionatamente,continuiamo a soddisfare i bisogni dell’altro anche se non otteniamo nulla o,peggio ancora,anche se l’altro ci fa del male.Domandatevi chi amate in questo modo.Chi è la persona di cui continuereste ad assecondare i desideri e le esigenze anche se non otterreste più nulla in cambio?Questo interrogativo rischia di costringervi a mettere tutto in discussione.Bisogna riconoscere che spesso usiamo la parola amore nel senso di soddisfazione delle nostre esigenze.Una donna può trascorrere del tempo con un suo compagno perché si sente bene quando lui le dice che è meravigliosa.Ciò non significa che lo ami.E rischia di restarci molto male se l’uomo decide di passare un week-end da solo o se la frequenza dei complimenti diminuisce.
    Molto spesso,crediamo di amare qualcuno perché amiamo ciò che otteniamo da quella persona;crediamo di amarla perché ci protegge dalla solitudine.Per amarla davvero,tuttavia,dovremmo innanzi tutto conoscerne i desideri e i bisogni.Questa concezione dell’amore è difficile da cogliere e da accettare:in genere,quando amiamo qualcuno,ne ricaviamo qualcosa,per esempio,il piacere che proviamo quando lui o lei soddisfa i nostri desideri.Siamo premurosi e diciamo frasi gentili affinchè l’altro pensi che siamo buoni,amabili,desiderabili e degni d’amore.In realtà cerchiamo di soddisfare le nostre vecchie esigenze,il che non significa assolutamente che amiamo l’altro.Amare davvero qualcuno,è possibile solo quando siamo liberi dalla pulsione che ci ordina di appagare i nostri vecchi bisogni dominanti sulla nostra coscienza.Svettiamo così in alto quando siamo innamorati,convinti che la nostra falsa speranza diventerà realtà,e a spiegare anche perché sprofondiamo così in basso con il passare del tempo.Vi sarebbero molte altre cose da aggiungere sull’amore.Non voglio tuttavia dilungarmi su un argomento che,in fin dei conti,è di natura abbastanza spirituale.Immaginate la seguente situazione:qualcuno vi ha appena lasciati e vi sentite distrutti.Avete l’impressione che la vita non valga più la pena di essere vissuta.Per quanto la perdita possa essere terribile,con molta probabilità il vostro sentimento spaventoso indica che la separazione ha risvegliato dei vecchi dolori.La profondità della vostra disperazione non è proporzionata a quanto vi è capitato.Per quanto la perdita di chi amiamo possa essere dolorosa,non priva la vita del suo significato.Sono sempre lì gli amici più cari,il lavoro che vi regala tante gratificazioni.E se non è così,troverete qualcos’altro che restituisca un senso all’esistenza.Servendovi delle vostre nuove conoscenze,verificate se avete ragione di sospettare che una data persona pensi o possa pensare di fare qualcosa che non vi piace.E’ spesso difficile sedersi e tentare di provare delle emozioni.E’ molto più facile descriverle man mano che emergono.Cercate di parlare liberamente,partendo dallo stato emotivo che vivete e senza censurarvi.
    Ecco un esempio:”Mi sento sola,come se nessuno al mondo si preoccupasse davvero per me.Tutte le persone che mi circondano possono continuare benissimo a vivere in mia assenza”.Vi sono momenti in cui non è consigliabile esplorare appieno le proprie emozioni.Di solito tuttavia,possiamo allontanarci o decidere di restare soli e riflettere su quanto ci succede.Sarete forse meno socievoli e meno dinamici del solito,ma non crucciatevi,è normale.Lasciate che le cose facciano il loro corso.Dedicate più attenzione a quanto accade dentro di voi.Se vi resta del tempo,dedicatelo a voi stessi.Noterete dei cambiamenti.Senza dubbio vi renderete conto per la prima volta di ciò che provate in certe situazioni e prenderete coscienza dei meccanismi di difesa che utilizzate.Vivrete senz’altro alcune esperienze molto rivelatrici.Così va la vita:quasi tutto quello che diciamo riguardo a un simbolo riflette il passato in modo molto chiaro e preciso.Non c’è da meravigliarsi se il pensiero parallelo è rivelatore.
    Ora posso godermi i vari aspetti della vita con maggiore profondità e intensità.Sono più aperto alle novità e ho più fiducia in me stesso.Affronto i problemi man mano che si presentano,anche quando non ne ho molta voglia.Ho trovato una certa pace interiore e sono più rilassato.Ora ricevo riscontri più positivi,mi apprezzano di più per il mio vero valore,e i miei rapporti con i miei amici sono più solidi.Mi accade ancora di sentirmi a disagio,ma non mi turba più come prima.La vena malinconica che mi avvelenava la vita è quasi sempre assente.Ricompare talvolta,quando mi trovo di fronte ad avvenimenti che mi contrariano,come la mancanza di una relazione intima nella mia esistenza.Ora tuttavia,so che cosa fare in queste circostanze:lascio emergere le emozioni,le disconnetto dal presente e le riporto dove devono essere,nel passato.
     
     
     
     
    Mi stupisce soprattutto che questi cambiamenti sembrino essersi verificati automaticamente.Ma so che sono il risultato di un mutamento avvenuto dentro di me;ho rinunciato alla rimozione e alla negazione della mia verità e ciò ha provocato tutto quello che ne è conseguito.Com’è naturale,avrei preferito che questi cambiamenti avessero avuto luogo poco tempo fa.Nella mia vita sembra tuttavia in atto un processo di crescita continua,una vittoria graduale sulle mie paure e sulle altre mie difese.L’integrazione dei miei nuovi comportamenti pare manifestarsi con chiarezza sempre maggiore.Naturalmente,il pericolo non può essere allontanato,perché ciò che ci fa paura è già successo.E’ il destino di tutti noi,per questo motivo patiamo gli effetti di una coscienza divisa e siamo vulnerabili ai simboli che ne costituiscono il tramite.
    Concludendo mi sento privilegiato per aver avuto l’opportunità di condividere con voi le idee,le intuizioni e i concetti teorici che mi hanno permesso di sviluppare una mia terapia.Poiché la nostra società soffre di negazione collettiva per quanto concerne le realtà,l’approccio è senz’altro unico.Accarezzo la speranza personale e professionale che,un giorno,la società abbandoni questa negazione.In quanto essere umano provo un’immensa gratitudine ogni volta che vedo persone guarire dalle peggiori afflizioni e migliorare la qualità della loro vita in misura molto considerevole.Apprezzo moltissimo l’inportanza che ognuno di noi dovrebbe dare al rispetto altrui e dei suoi problemi senza inporne i nostri punti di vista,le nostre norme o valori,né esplicitamente né implicitamente.Tutti siamo sullo stesso piano e intraprendiamo insieme il viaggio verso la guarigione,durante il quale,a vicenda uno sostiene l’altro se più competente o meno,in base alle proprie conoscenze e alle proprie esperienze personali.Ho condiviso con voi le intuizioni cognitive ed emotive che mi hanno permesso di elaborare una terapia tutta mia.Che vi sia utile lungo il cammino verso la riscoperta del vostro vero io.
     
     
    Grazie infinite a tutti coloro che hanno avuto abbastanza fiducia in me da raccontarmi le loro storie;mi hanno permesso di perfezionare le mie capacità e,in fondo mi hanno incoraggiato a scrivere questo fascicolo.
    Infine,la mia gratitudine va a Giulia moschi,una persona stupenda,per tutta la fiducia che ha sempre riposto in me.Non avrei mai potuto ultimare quest’opera senza la sua collaborazione affettuosa e la sua fede incrollabile.
     
     
     
    Un abbraccio cosmico
     
    Luca Alfonso Angelo